La Storia della Biblioteca

LA STORIA DI DOCCIA E DELLA BIBLIOTECA DI SESTO FIORENTINO

 

   

La nuova sede della Biblioteca Ernesto Ragionieri di Sesto Fiorentino si trova al numero 4 di piazza della Biblioteca in località Doccia all’interno di Villa Buondelmonti, edificio nel quale il Marchese Carlo Ginori nel 1737 fondò la storica Manifattura di porcellane di Doccia.
Già dai primi anni la qualità della produzione della manifattura attirò illustri visitatori di passaggio a Firenze, e nella Villa di Doccia si avviarono lavori per la creazione di spazi di rappresentanza. Il salone della villa fu affrescato nel 1754 da Vincenzo Meucci, con scene allegoriche dipinte nelle lunette che raffiguravano le varie fasi della fabbricazione della porcellana. In tale spazio era esposto il meglio della produzione.
Nel 1864 all’interno della manifattura fu poi inaugurato il museo di Doccia, dove erano esposte le produzioni antiche e moderne in ordine gerarchico, dalle più umili come le stufe e le terre grezze, fino alla galleria del Meucci con i prodotti artistici. In facciata, ai lati dell’ingresso dei “Musei” furono collocati tondi di ispirazione robbiana con i busti di Leonardo da Vinci, Luca della Robbia, Benvenuto Cellini, Donatello, Raffaello Bernard Palissy, Michelangelo e Sandro Botticelli individuati come numi tutelari della manifattura e riferimento ideale per i suoi artefici.   

    

Nel 1893, quando il processo di industrializzazione era ormai ad uno stadio avanzato, Doccia produceva circa quattro milioni di pezzi l’anno; dopo la fusione nel 1896 con la milanese Richard e la nascita di una nuova identità, la Richard-Ginori, l’espansione industriale venne ancora accentuata.
Nel 1958 lo storico stabilimento di Doccia, ormai inadeguato alle esigenze produttive e logistiche in continua evoluzione, venne abbandonato a favore del vicino impianto di Sesto Fiorentino, inaugurato nel 1950. Nel 1965 anche il museo lasciata la sede di Doccia, inaugurò la nuova sede adiacente allo stabilimento.    

La biblioteca pubblica “Ernesto Ragionieri” di Sesto ha origini lontane e una storia suggestiva.
Il primo nucleo della biblioteca comunale è costituito dalla libreria privata di Claude Henry Amédée Chambion, un medico francese residente a Firenze, che alla sua morte nel 1886, per volontà testamentaria, lasciò i volumi della biblioteca al Comune di Sesto per creare una biblioteca comunale. A Sesto, però, una biblioteca esisteva già fin dal 1869: era una biblioteca popolare sorta per impulso di un’associazione: la Società per la biblioteca circolante. E sarà proprio questa associazione che si offrirà di prendere in consegna e conservare la biblioteca di Chambion.
Quella della Società per la biblioteca circolante resterà l’unica biblioteca di Sesto Fiorentino, gestita interamente da volontari, sostenuti economicamente dai contributi del Comune e dei soci, fino al 1973 quando  in osservanza delle leggi regionali, fu necessario per i comuni dotarsi di una biblioteca comunale. L’amministrazione scelse la via della convenzione con la Società per la biblioteca circolante, dando vita a quell’originale combinazione di pubblico e privato che è la Biblioteca pubblica di Sesto Fiorentino, intitolata dal 2000 allo storico e concittadino Ernesto Ragionieri.
L’inserimento negli anni ‘80 di personale tecnico specializzato, il trasferimento dalla sede di via Gramsci in quella di via Fratti, molto più ampia e confortevole, l’adozione degli standard catalografici internazionali, la collocazione dei nuovi acquisti e delle opere di consultazione a scaffale aperto, l’automazione dei servizi, la scelta dell’orario continuato, sono stati alcuni dei momenti salienti della crescita del servizio.
Nel 2010 la biblioteca è entrata in una fase significativa della propria evoluzione: il trasferimento nella villa di Doccia, sede dell’ex Manifattura Ginori, un luogo simbolo per i sestesi, un investimento di grande rilevanza per l’amministrazione comunale, apre la strada all’incremento e alla modernizzazione dei servizi, all’accoglienza di un pubblico sempre più vasto dai bambini, ai giovani e ai meno giovani, non trascurando la memoria della comunità conservata nei numerosi fondi speciali e nell’archivio storico comunale.    

Il 4 Dicembre 2010 è stata inaugurata la nuova sede, con due giorni di eventi ai quali hanno preso parte circa 3.000 cittadini.